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giovedì 26 marzo 2015

L'Arte degli Stolti - AstrAtti, l'imprevedibile virtù dell'improvvisazione


Improvvisare a Teatro...un'Arte nell'Arte! Un modo di fare Teatro senza Copione, creando di volta in volta eventi unici che non si ripetono mai! 
O almeno così recita (e scusate il gioco di parole) il sito web della giovane compagnia d'improvvisazione teatrale di cui vi vogliamo parlare nella nostra rubrica l'Arte degli Stolti: gli AstrAtti.
Come spesso accade a Gli Stolti, ci imbattiamo un po' per curiosità un po' per caso in certe esperienze artistiche che alla fine ci lasciano veramente estasiati. Questo è stato proprio il caso del nostro incontro con questi ragazzi. Ci avevano segnalato il loro spettacolo, totalmente improvvisato e divertentissimo e noi abbiamo subito colto l'invito ad andarli a vedere. Inutile dirvi che l'unicità e la purezza dell'improvvisazione ci hanno subito colpito.


Partiamo dal presupposto che Gli Stolti non ridono facilmente, o per meglio dire, non siamo soliti rimanere colpiti da battute facili; un esempio su tutti, quello che proprio non ci piace sono i tormentoni ripetuti fino alla nausea e le esasperazioni dei difetti fisici. 
Ecco, quando ci siamo seduti allo spettacolo non sapevamo che tenore e che tematiche ci saremmo trovati davanti, e invece in pochi Atti ci hanno conquistato e lasciato in platea piegati in due dalle risate, dove per risate intendiamo un sano, ricco, pieno divertimento che di gusto ti solletica e ti smuove lasciandoti appagato...capito in che senso?


Cosa faccia ridere o meno a voi non possiamo certo saperlo, ognuno ha i suoi gusti naturalmente, ma quello che possiamo sottolineare è che la comicità degli AstrAtti può veramente essere per tutti. Mai volgari, nonostrante il fatto che stiano improvvisando completamente, sempre genuini nella loro comicità che per definizione è istintiva, pura, immediata ed efficace. E' veramente piacevole lasciarsi trasportare nel loro mondo, talmente efficace da non sembrare affatto tutto casuale. 


La compagnia AstrAtti è composta di varie (tante) persone molto diverse tra loro, come impostazione, preparazione e personalità. Per essere precisi anzi, la compagnia di Improvvisazione Teatrale AstAtti è composta da: Alessandro Cianfanelli, Lucia Cuffaro, Marco Giannini, Lucio De Notaris,Roberto Dell’Agli, Paolo Iuliano, Isabella Lops, Gioia Proietti, Elisabetta Rinaldi, Roberta Costantino, Claudio Spadoni.
Rimandiamo al loro sito  www.improastratti.it per curricula e informazioni pratiche.


Di solito chi si cimenta nell'improvvisazione teatrale lo fa sempre individualmente, e scusate se lo diciamo, così sarebbero capaci quasi tutti! Invece per questi ragazzi l'improvvisazione è frutto di un'interazione continua del gruppo; si cercano con lo sguardo, si capiscono al volo, intuiscono quello che l'altro sta per dire ed è l'affinità empatica tra di loro che gli dà quella marcia in più. 
A volerla proprio dire tutta in realtà, durante le loro performance si ha proprio la netta senzazione che l'empatia sia dilagante e contagiosa e che il pubblico sia partecipe di questa alchimia magica che si crea di volta in volta sempre in modo diverso. 
Questo a nostro avviso implica una grandissima sintonia e sensibilità da parte di questi Artisti che sono sempre pronti a plasmare/plasmarsi in base alle risposte del pubblico e alla piega della serata. 
Qualche esempio? 
Prendere a caso una persona del pubblico, farle raccontare la propria vita in poche parole e poi rappresentarla così improvvisando... 
e vi assicuriamo che i risultati sono assolutamente esilaranti.
Oppure li potrete vedere impostare dal nulla una "sceneggiata" in stile dramma partenopeo o partendo da due parole casuali construire una favola dai toni esilaranti. 
Non ci sono limiti per questi ragazzi, che prima di tutto si divertono tra loro e per loro, e che  con la loro empatia e professionalità ci hanno davvero conquistato.



Per la prima volta in questa rubrica Gli Stolti hanno voluto ottimizzare la capacità d'improvvisazione dei loro ospiti, realizzando una video intervista. Ovviamente i nostri attori non conoscevano prima le domande e abbiamo cercato di affrontare argomenti più seri, professionali e anche di metterli alla prova. 
Naturalmente abbiamo chiesto loro anche di sciogliere alcuni dubbi pratici, per esempio sulle loro prove o sul modo in cui si preparano. 
La lista delle domande che gli abbiamo rivolto è la seguente, ma per conoscere le risposte che ci ha dato la compagnia vi rimandiamo al video sottostante:

Sull'Arte:

-Spiegate ad un bambino di sei anni cos'è l'improvvisazione teatrale.
-Una domanda cattiva: perché un attore ad un certo punto della sua carriera dovrebbe cominciare ad improvvisare rinunciando al copione?
- Sceglietene uno: Shakespeare, Pirandello o Vanzina? Perché?

Sul vostro lavoro:

- Come si prepara un attore all'improvvisazione secondo la vostra esperienza?
- Affermate di mettere in scena sempre spettacoli unici che non si ripetono, ma vi è mai capitato di riproporre degli sketch particolarmente ben riusciti?
- Come si svolgono le vostre prove?
- Vi diamo tre parole: immaterialismo, allucinazione, tagliolino. Scegliete voi cosa farne.

Andiamo sul personale:

- Dando per scontato che vi sopportate, ci sono stati momenti di tensionie tra i membri della compagnia?...e qualche tresca amorosa?
- Cosa c'è scritto sulle vostre carte d'identità alla voce “professione”?
- Chi vi fa più ridere? 
- Dove vi vedete tra dieci anni?

Per conoscere i prossimi spettacoli che farà la compagnia vi consigliamo di andare sul loro Sito Web www.improastratti.it oppure potete seguirli sulla loro pagina Facebook o canale Youtube 

Ed infine ecco la video intervista esclusiva alla compagnia teatrale AstrAtti ;)



Simona Moscadelli e Andrea Zeschi
Gli Stolti
Accessori tra Arte e Artigianato

Via Santa Maria de' Calderari 25 00186 Roma (zona via Arenula)
dal mar. al sab. dalle 10:30 alle 19:30 orario continuato
tel. 06 9558 4326
www.glistolti.com
Negozio Online: glistolti.shopmania.biz
Pinterest: http://www.pinterest.com/glistolti/

venerdì 30 gennaio 2015

L'Arte degli Stolti - Omino71, il Richiamo degli Eroi


Io so i Nomi
Se frequentate i pochi luoghi romani dedicati all'Arte Contemporanea, qualche circolo o galleria e sempre più spesso i locali che mischiano in modo infelice (a nostro avviso) arte, mercatini e aperitivi, vi sarete certo accorti che esistono artisti giovani interessanti e vitali, capaci anche di lasciarci a bocca aperta.  E' in una di queste occasioni, non meglio definite, che noi Stolti ci siamo imbattuti in Omino71. 
Siamo abbastanza sicuri che molti di voi avranno già sentito parlare di questo produttivo artista romano e molto probabilmente avrete visto una delle sue opere più celebri; Pasolini in veste di super eroe con su scritto sulla maschera la eloquente frase "Io so i nomi." 
Esistono molte versioni dei suoi famosi e bellissimi Pasolini e non è difficile imbattersi nei quartieri più popolari di Roma, nelle sue opere che trionfano sui "Muri Popolari", come un monito per tutti o forse più che altro come un'esortazione?
Andiamo per gradi...

Fottiti Popolino (Mandrione, Roma)

Omino71 artista romano, da più di un decennio ormai, crea murales, poster e simili. Vanta tante collaborazioni e lavori svolti in Europa e nel Mondo, se siete curiosi troverete tutte le info generiche sull'artista e sulle sue opere nella sua Biografia al Link Facebook o sul Sito ufficiale.

Come recita il suo sito, lo stile delle sue opere è neopop-postgraffiti-lowbrown-urbancontemporary....ok ok, niente panico! Mettiamo da parte le definizioni e cerchiamo di ammirarne i contenuti e soprattutto gli effetti che le sue opere possono avere su di noi.
Ego Sum (Bracellona, Spagna))
Omino71 utilizza tecniche miste, che vanno dall'acrilico al collage con altri materiali. Attinge dall'iconografia pop, nel senso di popular (popolare), proprio a ribadire che anche dietro i simboli che tutti noi RI-conosciamo e che in qualche modo abbiamo già etichettato, possiamo sorprendere nuovi colori e chiavi di lettura originali. E' questo il caso delle Icone in stile Bizantino; Santi, Madonne e Gesù certo, ma dall'anima ribelle, dai colori desueti come se fossero superstiti di una battaglia di periferia che li ha cambiati e messi alla prova, eroi di una missione volta a dare vitalità e speranza alle persone normali, cioè a tutti noi spettatori ignari.

La chiave di volta delle opere di Omino71, a nostro avviso, è proprio il messaggio ribelle, un contenuto forte, forse inconscio o forse no poco importa, ma è di certo intenso e arriva chiaramente all'osservatore. Quando ti perdi con lo sguardo nei mondi di Omino71, sai che devi rispondere a un richiamo, una specie di convocazione che cattura l'attenzione perché ti parlano le sue opere e ti dicono che qualsiasi cambiamento deve partire da te....proprio da te che lo stai guardando. Siamo noi gli eroi che senza paura guardano allo specchio lo spettatore, siamo noi i paperini o i pasolini, i gesù o i san pietri che con sguardo sicuro incoraggiano chi vuole ad andare oltre il caos delle nostre paure e dei nostri vincoli che nel bene o nel male ci ricordano i limiti umani.

Pop Riot (Casa dell'Architettura, Esquilino, Roma)

Noi Stolti crediamo che Omino71 sia un artista veramente tra i più coraggiosi della sua generazione e che la sua arte è molto più di  pop....è sociale, in due sensi più elevati; riguarda e tocca tutti indistintamente e si propone inoltre come un richiamo forte e chiaro volto a responsabilizzare tutti. Ti toccano queste opere e non ti lasciano indifferenti...Vi sentite già chiamati in causa? 
A questo punto azzardiamo una ridefinizione del suo stile: Urban-Social-Spirituale (in italiano si), che cioè stimola alla riflessione interiore, cosa ne pensate?
Come qualcuno di più famoso disse; "ai posteri l'ardua sentenza"...intanto a noi Omino71 ci piace tanto e vi invitiamo a metabolizzare le sue opere!
Mentre ci riflettete su, guardate le altre immagini e di seguito l'intervista all'artista.

Top of the POPe (Garbatella, Roma)


Sull'Arte
 
Raccontaci com'è la situazione dei movimenti artistici italiani di cui ti senti parte. Ti identifichi in uno specifico tra questi?

Opera per Emergency
Non mi pongo più il problema di essere classificato in questo o quel movimento, mi sono fatto conoscere come street artista e la street art, differentemente a quello che si è indotti a pensare, non è un monolite bensì una realtà che si coniuga al plurale, tante sono le pratiche e gli stili che vi si possono riconoscere, alcune riconducibili a realtà già storicizzate, in tutto o in parte, altre in situazioni ancora da definire. Tanto premesso nel guardarmi intorno vedo punti in comune con il low-brow e il neo-pop in genere, ma sono solo etichette e preferisco che siano gli altri a tentare di cucirmele addosso.


Nell’arte contemporanea alcuni artisti affermano di essere inconsapevoli durante la creazione delle proprie opere. Quando gli si chiede poi il significato del proprio lavoro, affermano che non c’è e che ognuno ci può vedere quello che vuole. Un’opera d’arte è tale se non c’è l’intenzione di trasmettere un contenuto parte dell’artista?


Senza un alone di mistero non c’è arte, quindi è inutile chiedere il significato di una opera al suo autore, non potrà che mentire. Per quello che mi riguarda lavoro sempre su almeno tre livelli di significato: quello dichiarato e apparente, quello intimo e nascosto, infine quello lasciato alla libera interpretazione del pubblico, che vale per ognuno in maniera diversa e potenzialmente infnita.



Quale componente tra la fortuna, la preparazione tecnica e l'ostinazione, credi possa servire di più per un artista?

Conta l’idea, da spingere con ostinazione alla ricerca dell’occasione giusta.

Romanica (collaborazione Omino71 e Mr. Klevra)

Sul Tuo Lavoro

Da dove sei partito per caratterizzare il tuo stile?

Pop Shop
In linea generale sono molto influenzato da quello che vedo, tutta la mia produzione è infatti di tipo illustrativo e si ispira direttamente a rappresentare immagini vissute in prima persona ovvero mediate da un filtro POP (la copertina di un disco, la grafica di una maglietta, la locandina di un film, un fumetto, un videogioco, etc), il tutto rappresentato con tratti netti e tinte sature in un insieme assolutamente bidimensionale che farcisco di riferimenti incrociati e frasi fatte, alla ricerca di sempre nuovi significati simbolici.


Che caratteristiche deve avere un muro per essere decorato da te?

Decorare non è nei stato nei miei piani. Più del muro mi interessa il contesto urbano nel quale incastrare le mie cose, per esempio anche la toponomastica ha il suo ruolo e prediligo le zone che conosco meglio e che hanno una storia che si lega con le suggestioni che voglio provocare. Tanto premesso la scelta del posto è una alchimia di fattori che partono dalla convinzione di fondo che la street art dovrebbe essere un invito a scoprire nuovi territori, o meglio a disegnare nuovi itinerari alternativi ai sensi di marcia utilitaristici (casa-lavoro-casa), un invito a trasformare il tempo utile in tempo ludico (l’unico autenticamente libero).


Ci puoi raccontare il tuo processo creativo?

Parte tutto da una idea che arriva quando meno te lo aspetti e che poi sviluppo secondo la logica del “mash up” o se preferisci del “ready fake”. Si tratta di una matassa di folli voli pindarici che attinge a un universo di riferimenti “alti”, letterari o concettuali, con continui rimandi alle culture underground che meglio mi rappresentano e ai rispettivi sottoprodotti: oggetti e immagini che una volta assorbiti in questi “horror vacui” perdono il loro vincolo di utilizzo al servizio del marketing per essere restituiti ai cieli alti dell’immaginazione.


Romanica (collaborazione Omino71 e Mr. Klevra, Bracellona)
Qual'è il progetto che desideri fare ma che non hai ancora realizzato?

Ne ho tanti, non saprei da dove cominciare, alcuni so che prima o poi li realizzerò, altri invece resteranno nei miei taccuini, per esempio ho appena realizzato la copertina per un disco che è sempre stato uno dei miei desideri.


Le tue opere sono in vendita? Attraverso quali canali?

Sul mio sito www.ominol71.tk ci sono tutte le informazioni del caso.


Andiamo sul Personale

Nelle tue opere compaiono soggetti religiosi in chiave pop, ma qual'è il tuo vero rapporto con la religione/spiritualità?

Non religiosi ma sacri. Mi interessa l’arte sacra in quanto parte integrante della cultura popolare, per il resto coltivo il dubbio e la tolleranza.


C'è un'epoca storica del passato in cui ti sarebbe piaciuto fare l'artista?
Capitalismo e barbarie

No, vivo bene il mio tempo nonostante tutte le sue contraddizioni.


Una domanda che facciamo a tutti gli artisti in questa rubrica: sei innamorato?

Sarebbero anche fatti miei, però non è un mistero che sono un omino innamorato di una omina e dei nostri due piccoli omini.


Cosa c'è scritto alla voce “professione” sulla tua carta d'identità?

Impiegato, perché con l’arte non arrivo a fine mese.


Prova a descrivere una visione di te su come ti immagini fra dieci anni.

Attivo

Autoritratto di Omino71

Ringraziamo Omino71 e vi salutiamo dandovi appuntamento al prossimo articolo de L'Arte degli Stolti.

Simona Moscadelli & Andrea Zeschi
Gli Stolti Accessori tra Arte e Artigianato
Via Santa Maria de' Calderari 25 00186 Roma (zona via Arenula)
dal mar. al sab. dalle 10:30 alle 19:30 orario continuato
tel. 06 9558 4326
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mercoledì 24 settembre 2014

L'Arte degli Stolti - Loberg, un viaggio sull'astronave terrestre

Ci siamo imbattuti telematicamente per caso nelle opere di Loberg, in particolare in questa (vedi sotto) "Lisca di Pesce" e subito ci siamo soffermati a osservarla.
Il primo particolare che abbiamo notato è stato il materiale: ossa e colore!
Sulle tecniche di riutilizzo dei materiali di scarto troverete fiumi di parole, quindi non ci soffermeremo su questo argomento, anche perché ci siamo presto accorti che in questo caso il vero protagonista era la trasformazione della materia piuttosto che il semplice riciclo di per sé.
In ogni caso, questa visione ci ha spinto a dover approfondire la sua conoscenza e così lo abbiamo seguito fino a risalire al suo autore.
Colore e Ossa, giochi di contrasti che fanno prendere vita alla materia staccandosi da una macchia per vitalizzare le "creature" di Loberg; semplici, efficaci...eloquentissime!
Queste opere si presentano da sole e di un nuovo mondo di visioni antiche fatto di frammenti che come un puzzle gigante si incastrano insieme alla perfezione. 

Lisca di pesce

Lorenzo Bergamaschi in arte Loberg entra così a far parte del mondo dell'Arte degli Stolti!
Nativo di Parma, evidentemente influenzato e colpito dalla natura e dalla ricerca di qualcosa che andasse oltre la Materia fine a sé stessa, inizia la sua carriera artistica proprio con queste combinazioni tridimensionali che ricongiungono l'Arte con la Realtà.
Curiosando poi nella sua produzione ci siamo imbattuti nelle sue tipiche figure ad incastro che qualcuno ha definito persino "POP".

senza titolo

Premettendo che chi ha voglia e tempo può andare a vedersi il significato della Pop Art su qualsiasi libro di storia dell'Arte, diciamo subito che qui di Pop (popular) non c'è nulla, anzi i contenuti tendono a volare verso altre dimensioni, altre forme di vita e altre verità. Ci ha colpito subito la perfezione degli incastri e la rigososa allegria del bianco e nero.
Poi...eccolo, in primissimo piano un messaggio...
Cosa vorranno dirci queste creature? E' un alfabeto? Sono delle Rune?
Ecco, la prima domanda da porre all'artista era già pronta! 
....ma per sapere la risposta dovrete leggere l'intervista a Loberg (vedi dopo!)

monologo

Il fatto che a noi è sembrato rilevantissimo è che in fondo in fondo il contenuto fosse del tutto indifferente, ovvero che pur parlando una lingua di segni per noi incomprensibili queste opere d'arte  comunicano con estrema forza.
Così, come i messaggi dai contenuti liberatori si creano uno spazio fuoriuscendo dal colore piatto del fondo, gli incastri si esplicano nei significati profondi della mente e delle esperienze reali di Loberg che condivide con noi trasportandoci sulla sua astronave terrestre.

autoritratto

In fondo, cosa c'è di più perfetto dell'esistenza stessa? Basta guardarsi attorno, nella natura, nel ritmo della vita o in una semplice passeggiata nei boschi per ritrovare pace e risintonizzarsi con l'universo.
E' esattamente questa essenza che ci colpisce delle opere di Loberg; sembrano essere semplici, facili, quasi casuali. Poi "meditandole" si ritrova che come il loro essere sempre in rilievo, hanno oltre a una larghezza e a un'altezza, anche una profondità che, udite udite, è variabile, a seconda del punto da cui si guarda.

Sul pianeta rosso

Naturalmente  non ci stiamo riferendo solo allo spessore fisico dei circuiti e delle ossa o dei materiali da riuso utilizzati, ma più che altro al delicato invito di Loberg a provare la stessa sensazione fluida delle sue creazioni.

Demoni
Noi non siamo nemmeno sicuri che l'artista se ne renda conto perfettamente.....ma del resto essere creativi signica anche a volte lasciarsi guidare un po da una "mano invisibile" per proiettarci in qualche dimensione astratta che poi alla fine ci sembrerà familiare. Ci siamo subito innamorati di queste "faccette" che ti guardano invitandoti oltre il confine dell'ovvio, dei monologhi incomprensibili dei pasti ambivalenti che si possono leggere in un modo o nell'altro, della predominanza del caldo Rosso e dei messaggi in codice che vengono dall'universo o dal passato, o forse solo da noi stessi. 
Passiamo la parola a Loberg con la sua intervista:


Sull'Arte

Iniziamo subito con un esempio pratico...dicci un opera famosa che per te è assolutamente rappresentante della categoria Arte e un'altra opera famosa che invece non lo è.

"Il giardino delle delizie" di Bosch. Su cosa non è arte non so rispondere ma Lodola a me non piace per esempio.


L'Arte ha dei limiti o dei confini di “decenza” secondo te?

No e non li deve avere.


Ti riconosci in un movimento artistico regionale? Ti confronti con altri artisti della tua zona?

No, non mi riconosco in nessun movimento e non mi confronto con nessuno.


Secondo te è verosimile che un artista moderno non sia in grado di fornire una spiegazione o un contenuto di una propria opera? Cioè è possibile che un artista sia completamente inconsapevole del proprio operato?

Completamente no, un minimo deve essere in grado di dare spiegazioni sul perchè fa certe cose anche se a volte può essere difficile.

senza titolo

Sul tuo lavoro

Riesci a descrivere il momento in cui per la prima volta hai pensato di unire delle ossa per creare un quadro?

Sinceramente non mi ricordo, ma probabilmente vedendole mi è balenato in mente di provare ad utilizzarle per comporre forme e la cosa mi è piaciuta.
senza titolo

Quanto è fondamentale per il tuo lavoro l'influenza scientifica, preistorica e etnografica?..e come si integra con l'aspetto più fantascientifico dei tuoi “alieni”?

Sono cose che mi appassionano e inconsciamente le trasmetto a quello che faccio, senza pensarci più di tanto. Non ha un importanza fondamentale ma le mie creazioni diventano così. Sono indubbiamente attratto dal mistero e questo è presente sia nel passato che nel futuro.


Hanno un significato specifico le rune che compaiono nei tuoi dipinti?

Non sono rune anche se gli assomigliano, magari qualche simbolo può esserlo ma casualmente è capitato di scriverla. Non significano nulla, lascio libera interpretazione a chi guarda "l'opera", le scrivo sempre a caso inventandole al momento, anche se a volte si ripetono. Mi piace quest'idea di incomprensibile, esoterico...magari un giorno mi studio una sorta di "alfabeto"...


Le tue opere sono in vendita? Attraverso quali canali?

Si, sono in vendita su internet, alle mostre, o a chi capiti di vederle...

antipasto misto

Andiamo sul personale

Sei innamorato?

No, non sono innamorato.


Cosa hai scritto sulla Carta d'Identità alla voce Professione?

Operaio.

Cosa ti consola nei momenti di sconforto?

Farmi forza e trovare una soluzione per rimediare.


In quale città (o su quale pianeta) vivrai tra 20 anni?

Non so, ma penso che rimarrò in questa zona...magari in Lunigiana...


Ecco i link per vedere tutte le opere di Loberg e contattarlo:


Ringraziamo Loberg e vi salutiamo in attesa del prossimo artista per "L'Arte de Gli Stolti"!

Simona Moscadelli e Andrea Zeschi

Gli Stolti


venerdì 13 giugno 2014

L'Arte degli Stolti - John Blackbird, Indian Pop Rock


dipinto su tipi

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Iniziamo questa recensione con una domanda a bruciapelo: quanti Indiani d'America (o Nativi se preferite) vi è mai capitato di conoscere e quanti tra questi erano addiruttura artisti? in quanti casi tra questi poi, avete potuto scoprire che tutte le definizioni conosciute di Indiano e di Artista sono veramente riduttive?
Beh a noi "Stolti" è capitato... anzi a dirla tutta è stato John a trovare noi, passeggiando per il centro di Roma.
Ma andiamo con ordine; John Blackbird pittore, regista, produttore e creativo si trova attualmente in Italia per accompagnare i suoi quadri in mostra e si è imbattuto nella nostra Bottega, attirato dalle nostre shoppers, ci ha poi invitato ad andare a vedere la sua esposizione romana al "Kombeer" e noi ovviamente lo abbiamo fatto!

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Come ci hanno insegnato i più tradizionali studi antropologici, per alcune etnie l'Arte conserva ancora oggi un aspetto essenzialmente sociale, per cui si fa in un certo modo condiviso perchè tutto il gruppo ci si riconosca. La figura dell'artista un po' stravagante che si immerge nei suoi pensieri astratti dipingendo con la tavolozza tavanti a uno scenario surreale, non è certo il modo in cui un'occidentale si immaginerebbe un nativo Cree delle Pianure canadesi (parliamo di una zona nord occidentale di Sackatchewan in Canada).
Immagine comune per noi Italiani, giusto?
...Bene Non potrebbe essere una supposizione più sbagliata! 
  

John, che in verità ormai da anni si muove per l'Europa per diffondere le usanze e la cultura del suo popolo, è un artista che con tanto di tavolozza dipinge il suo mondo col suo punto di vista personalissimo, provocatorio e assolutamente unico.

Non è certo questa la sede per ripercorrere tutto il drammatico cammino della colonizzazione del continente americano che ha prodotto le più o meno note Riserve, ovvero aree riservate alle tribù indigene, in cui secondo la "logica ferrea" del secolo passato dovevano permettere ai Nativi di vivere esattamente come prima dell'arrivo degli Europei...come se niente fosse successo!
Sappiamo tutti come è andata a finire purtroppo e l'unica cosa certa è che dopo decenni di smarrimento, era ora che la verità fosse diffusa e raccontata a tutti, soprattutto nel caro e vecchio continente.


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Chiusa la parentesi etnografica doverosa e necessaria, torniamo a parlare di John.
Chiacchierando con lui e osservando i suoi quadri è impossibile non notare il suo profondo legame con la sua cultura tradizionale certo, ma soprattutto sono le influenze moderne, l'attualità e la freschezza delle immagini a colpire l'osservatore. L'arte di John è un sincretismo, una nuova creazione che unisce e ricrea, segna e divide, trasforma e ribadisce attraverso colori semplici, elementari, essenziali come i sentimenti che suscita. Un'esplosione di forme e concetti in bilico tra l'Arte Rupestre e la Pop Art magistralmente shakerate e ricreate in uno stile così genuino che non assomiglia a nessun altro.


Four Tipi's in the Happy Hunting Grounds


L'unione delle usanze, l'incomebenza politica, il contatto con la natura autentica, il giusto posto degli animali, le armi che sono strumenti e simboli, sono corredo e fulcro di un modo di fare Arte veramente interessante a nostro avviso. 

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Come ogni artista della storia anche John è figlio dei suoi tempi e amplifica la sua vita, la sua famiglia e quello che vede intorno a se. 
Imbattersi nella sua versione (assolutamente asciutta) del romanissimo Colosseo immerso in uno scenario da prateria, con la Luna e i verdi pascoli, fa pensare a come un'immagine canonica e stra-utilizzata, può essere rivoluzionata e caricata di nuovi significati. 
E' la storia di Roma antica che è entrata a far parte della vita privata di John o è l'artista a immaginare uno scenario surreale che non è mai esistito?  (tra l'altro il Colosseo non è mai stato circondato da verdi pascoli nemmeno 2000 anni fa, ma non diciamolo a John!). 

The Colosseum in the Happy Hunting Grounds

Non crediamo che abbia veramente importanza conoscere la risposta a questa domanda, perchè in fondo poi ognuno può vedere ciò che vuole ed è proprio questo il privilegio dell'osservare l'Arte! 

The Five Wolf Brothers

Le Costellazioni sono un altro elemento fondamentale della natura umana, della Terra, della vita in generale e della tradizione indiana (detta all'Europea). 
Le Stelle, quelle del Cielo, riempiono le sue bandiere americane (ricordiamo che John ha passaporto canadese, non degli Stati Uniti) reintegrate della parte di storia volutamente oscurata. 
Parlando con l'autore è evidente che considera la sua etnia come quella veramente americana in senso lato e che in quanto portavoce di una così detta minoranza etnica, ci tiene a ribadire l'ordine esatto delle cose...e a dirla tutta noi siamo completamente d'accordo co lui! 

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Ci piace molto fondere in modo creativo punti di vista, luoghi e ricordi con coloro che hanno viaggiato moltissimo nel mondo e osservando la lunga treccia nera di John non possiamo far altro che ripercorrere territori lontani e suoni che sono più vitali che mai anche attraverso le sue opere.  

Ora però passiamo la parola a John Blackbird con la sua intervista...


Orion
Riguardo l'Arte


L'Arte salverà il Mondo?
Si, l' Arte e l'amore per l'Arte.


Esiste qualcosa che l'Arte non può esprimere?  
Stavo per rispondere di getto Si, ma ripensandoci l'arte può esprimere persino il nulla.

Secondo la tua tradizione culturale, cosa è artistico e cosa non lo è?

Per i Nativi, prima di tutto l'Arte è sacra ed è un'attività che dev'essere eseguita con rispetto e conoscenza...l'Arte per noi richiede un protocollo specifico. In generale, si deve chiedere un permesso per fare Arte, ma anche per tenere un discorso, raccontare una storia, danzare e naturalmente anche per dipingere le nostre facce come gli antichi guerrieri.

Indian Crossing

Sul tuo lavoro:
Ghost Dancer

Dove dipingi? Preferisci gli spazi aperti o al chiuso?

Dipingo dove posso trovare tranquillità, pace e spazio. Prima di lasciare il Canada, facevo "house sittng" nella casa di mio fratello, quando lui e sua moglie erano fuori per lavoro, e dipingevo nel salotto, molto luminoso, con uno stereo vicino.
Ho dipinto anche nel garage di casa mia, nei giorni di sole, ipod a portata di mano, musica a cannone...all'aperto non dipingo molto, ho bisogno di isolarmi quando lavoro...per concentrarmi sul pezzo; penso che ciò su cui stai lavorando meriti il rispetto della concentrazione, merita amore, l'arte comunica con te e tu hai bisogno di ascoltare quello che ti sta dicendo sulla prossima cosa da fare. Quando dipingo penso anche a qualcuno che possa apprezzare l'opera.



Abbiamo notato che usi solo determinati colori primari come il rosso, il blu, il verde e così via...c'è una ragione? (Perché non usi il viola? Noi lo adoriamo!)

Gli Antenati e gli Anziani della mia Nazione Cree, hanno detto che noi avremmo dovuto usare questi colori, i colori della medicina tradizionale, per mantenere i colori semplici il più possibile. "Mantieni le tradizioni", hanno detto a me e ai miei conterranei. Io sono un Cree delle Pianure e la nostra gamma di colori è basica, specialmente se considerate quello che possiamo reperire in natura.

Powerful Dream Pony

E' impossibile non paragonare i tuoi dipinti con l'Arte Rupestre dei nativi. Chi ti ha insegnato o dove hai appreso lo stile tradizionale?

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Ho imparato i fondamenti di base, ma ho anche studiato altre discipline come lo story telling, il cinema e la scrittura...quando dipingo cerco di onorare gli indiani dei vecchi tempi che sono stati catturati dall'esercito americano, nel 1880 circa, quando loro non volevano andare nelle Riserve. A questi indiani fu detto di disegnare su carta le loro vite, le scene d grandi battaglie, la vita quotidiana, le cerimonie e i miti. Prima di questo, quando vivevano liberi, gli indiani di una volta disegnavano il loro modo di vivere sulle pelli di bufalo o sui tipi (n.r. abitazione tradizionale dei nativi del Nord America) nei quali vivevano; questo era chiamato winter count, che poi abbiamo stampato, ma era al contrario, raccontando gli eventi dell'anno passato, non dei giorni futuri. Questo è quello che i sogni sono per noi, noi sognamo ciò che potrebbe accadere.
Mi piace che abbiate descritto il mio lavoro come Pop Art e Rock Art (n.r. in italiano Arte Rupestre), sono lieto perché volevo essere considerato come esponente di entrambe e onorare gli indiani dei vecchi tempi che fecero la prima arte maestra, quando erano prigionieri dell'esercito americano e gli furono dati i libri maestri e gli fu detto di disegnare la loro vita nelle pianure.

Come possono fare gli italiani a comprare le tue creazioni? Rimarrari per molto in Italia?

Sono a Roma fino al 2 luglio, la bellissima gente italiana può inviarmi un'email: crowblackbird@gmail.com anche solo per salutare e discutere di arte.

West
East

Andiamo sul personale:


Sei innamorato?

Si, amo le mie figlie.


Come ti descriveresti tra vent'anni?

Spero di stare seduto in una veranda sul lago, scrivendo e dipingendo, bevendo tè, di sottofondo il suono dei miei futuri nipoti che giocano.

The Elk

Sappiamo che sei un attivo promotore della cultura e delle tradizioni Cree. Potresti spiegarci la tua attività in breve?

Io sono un Cree ed è naturale che sia un promotore della mia gente. Sono appassionato della nostra musica e danze. Le trovo edificanti ed ispiratrici. Mi sono seduto davanti ai tamburi e ho sentito la loro vibrazione e le voci dei cantanti trasportare e salire, il movimento della musica è sopra la tua testa ed è come se la canzone sia sospesa a mezz'aria mentre tu sei davanti ai tamburi...questo è quello che cerco di fare con il cuore, per essere parte di questa musica che si libra nell'aria, mentre sono seduto al pow wow drum (n.r. momento spirituale in cui un gruppo di indiani suona tutti insieme un grande tamburo).


Sei una persona religiosa?
Man in Motion

Direi che sono più una persona spirituale.
sono anche un insegnante della medicina tradizionale e questo non c'entra molto con la religione, ma più con l'aiutare sé stessi, allenare il proprio stile di vita, l'auto determinazione e l'equilibrio personale.


Lasceresti il tuo paese per una città europea? Quale?

Ho pensato di stabilirmi a Roma. Ora ho alcuni amici qui e il clima è di mio gradimento.


Lascia un messaggio per la razza umana che sarà letto tra 5000 anni.

Vita è Arte e Arte è Vita.

Un autoscatto di John Blackbird in giro per l'Italia

Ringraziamo John per averci dato la possibilità di confrontarci con una persona così lontana, ma così vicina a noi. Un saluto a tutti e al prossimo articolo de L'Arte degli Stolti ;)


Simona Moscadelli e Andrea Zeschi
Gli Stolti
Accessori tra Arte e Artigianato

Via Santa Maria de' Calderari 25 00186 Roma (zona via Arenula)
dal mar. al sab. dalle 10:30 alle 19:30 orario continuato
tel. 06 9558 4326
www.glistolti.com
Negozio Online: glistolti.shopmania.biz
Pinterest: http://www.pinterest.com/glistolti/

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